Hockey USA – URSS 1980, la partita del miracolo sul ghiaccio

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La partita di Hockey USA – URSS 1980 potrebbe essere vista come una trasposizione del conflitto in atto a livello mondiale, tra i ghiacci di un palazzetto. All’epoca la guerra fredda imperversava ovunque: dalle stanze dei bottoni fino ai palazzetti sportivi, dalla gente comune ad una partita di hockey per il torneo olimpico, la tensione era sempre molto alta. O stavi da una parte o dall’altra.

Ma quella partita di hockey USA – URRS 1980, rimarrà sempre nella storia perché oltre alla tensione che si respirava sul ghiaccio, sugli spalti e persino dal televisore, in campo c’era in palio un oro olimpico e l’onore di due squadre. E una delle due squadra, era data per spacciata fin dall’inizio del torneo olimpico: gli states.

Gli USA al tempo non partivano di sicuro senza godere dei favori del pronostico, e delle dodici partecipanti era considerata la settima forza del torneo olimpico; giochi che comunque si disputavano a Lake Placid, negli Stati Uniti. In fondo giocare in casa un torneo così importante può dare una carica particolare. La nazionale statunitense era composta da giocatori universitari dilettanti, salvo un paio di componenti freschi di firma su un contratto professionistico con la NHL, ma che a tutti gli effetti, mai avevano disputato una gara professionistica. La nazionale sovietica invece vantava tra le sue fila, veri fenomeni del tempo, come Mikhailov, Tretiak e Fetisov.

Ma già nel girone di qualificazione, gli USA mostrarono un buon gioco, e riuscirono ad ottenere il passaggio al girone delle medaglie con 4 vittorie e un pareggio. I sovietici invece, demolirono ogni avversario con sonanti vittorie, e sembravano lanciati verso la sesta vittoria su sette tornei disputati. Nel girone delle medaglie insieme ad USA e URSS approdano anche Svezia e Finlandia. Chiaro che comunque la partita più attesa sarebbe stata USA – URSS. I giorni che precedettero la partita, furono carichi di tensione e di disfattismo da parte dei media statunitensi. Il giornalista del Times, Dave Anderson, il giorno prima dell’incontro con cinico realismo disse “A meno che il ghiaccio non si sciolga, o a meno che la squadra americana non compia un miracolo come fece quella del 1960, ci si attende che i russi vincano la medaglia d’oro per la sesta volta negli ultimi sette tornei.

Ma si sa, lo sport può regalare imprese mai compiute prima. Il giorno della partita di hockey USA – URSS 1980, le due squadre si presentarono in una vera e propria bolgia. Quel giorno fu lanciato per la prima volta il coro USA – USA che sarebbe poi diventato lo slogan più cantato per le partite delle nazionali statunitensi impegnate in manifestazioni internazionali. La partita fu un vero match vietato ai malati di cuore, con gli USA sempre a rincorrere la nazionale sovietica. Alla fine vinceranno gli USA, e il telecronista di allora, al fischio finale disse: “…credete ai miracoli? SI!” .

Tutto quello che avvenne dopo la partita di Hockey USA – URSS 1980, fu una cavalcata trionfale degli americani verso la medaglia d’oro. Quella nazionale di dilettanti, realizzò il sogno di una nazione intera: vincere in casa una prestigiosa medaglia a discapito degli avversari, che lo erano oltre quel palazzetto del ghiaccio. Nulla è impossibile. Nemmeno un miracolo sul ghiaccio. Ecco le emozionanti immagini del finale del terzo ed ultimo tempo.

photo credit: Rajiv Patel (Rajiv’s View) via photopin cc

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