Jesse Owens, un atleta disposto a tutto per cambiare le cose

Alt="Jesse Owens"

Il 31 marzo uscirà in tutte le sale italiane il film  Race – Il colore della vittoria, l’emozionante storia vera di Jesse Owens (Stephan James), l’uomo più veloce del mondo che nel 1936 vinse 4 ori ai Giochi di Berlino. Jesse, nonostante le tensioni razziali nell’America reduce dalla Grande Depressione, riesce ad ottenere la convocazione alle Olimpiadi di Berlino, grazie al supporto del coach dell’Ohio University, Larry Snyder (Jason Sudeikis).

02bmv6w

Il ventunenne Jesse Owens esordisce nel mondo dello sport agonistico nel maggio 1935, stabilendo quattro record del mondo in quattro specialità differenti: le 100 yards (in 9”3), le 220 yards piane (in 20”3) le 220 yards ad ostacoli (in 22”6) e il salto in lungo (con 8.13 m). Grazie ai suoi successi viene convocato per rappresentare gli Stati Uniti ai Giochi Olimpici del 1936. Ai Giochi Olimpici del 1936, organizzati dalla Germania nazista a Berlino con il chiaro intento di propagandare la supremazia della razza ariana, vince contro ogni aspettativa. Owens diventa così il primo atleta Americano a vincere quattro medaglie d’oro in una sola Olimpiade: i 100 metri, i 200 metri, i 200 metri salto in lungo e la staffetta 4 x 100. Durante le Olimpiadi Owens stringe un profondo legame di amicizia con l’avversario tedesco Carl Luz Long, sfidando così le ideologie naziste. Nel pomeriggio del 4 agosto 1936, di fronte alla vittoria di Owens, il Führer esce dallo stadio senza stringere la mano a Owens, scatenando un caso storico che verrà poi negato dallo stesso Owens nella sua autobiografia. E’ il presidente statunitense Franklin D. Roosevelt, in quel periodo impegnato nelle elezioni presidenziali del 1936, a rifiutare di congratularsi con Owens e a decidere di cancellare l’appuntamento alla Casa Bianca con il campione olimpionico.

Owens, rientrato in patria, è accolto da un milione di persone. Nonostante il clamore suscitato, la vittoria alle Olimpiadi non procura inizialmente tangibili benefici economici a Owens, il quale, al suo ritorno negli Stati Uniti, intraprende diversi lavori per procurarsi da vivere, lavorando anche come rappresentante e consulente per enti e organizzazioni legate allo sport. Il padre di Owens, Henry, viene invece assunto come custode all’Ohio State University dopo anni di disoccupazione. La Casa Bianca non aveva mai riconosciuto alcun riconoscimento ufficiale ad Owens. La situazione cambia solamente nel 1976, quando Owens è invitato alla Casa Bianca dal presidente Gerald Ford per ricevere il primo vero riconoscimento per i suoi successi sportivi, ovvero la Medaglia Presidenziale della Libertà, il massimo titolo per un civile americano.Jesse_Owens_1936

Il 31 marzo 1980 Jesse Owens muore a causa di un tumore ai polmoni, lasciando la moglie Ruth, le tre figlie Gloria, Beverly e Marlene e un ultimo record mondiale che viene battuto solo 25 anni dopo. Nel 1990, Owens è stato insignito della medaglia d’Oro del congresso, ormai postuma, come eroe olimpico e americano. Oggi numerose scuole, strade e parchi in America portano il suo nome, una sua statua campeggia a Fort Huntington Park, a Cleveland, mentre la sua Università – la Ohio State University – gli ha intitolato il palazzetto degli eventi sportivi e ospita centri ricreativi dedicati alla sua memoria.

Un’opera epica, appassionante e coinvolgente che racconta una delle storie più incredibili di tutti i tempi. Lo sport è lo spunto di partenza di una vicenda umana in cui la voglia di vincere è pari a quella di ottenere i diritti umani. Il mondo è messo in ginocchio dal nazismo e dal razzismo, due minacce oscurate da Jesse Owens, un atleta disposto a tutto per cambiare le cose.

Jesse Owens è stato un sognatore capace di realizzare i desideri di altri; una voce che ha aperto le orecchie del mondo; un uomo che ha ispirato milioni di persone di diverse generazioni; e un campione, in tutti i sensi.

“Le amicizie nate sul campo sono la vera medaglia d’oro. Le medaglie si ossidano e prendono polvere, la vera amicizia mai”.

Jesse Owens (1913-1980)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>